Il Consiglio dei ministri, riunito lunedì 27 luglio 2026 a Palazzo Chigi sotto la presidenza di Giorgia Meloni, ha approvato un decreto-legge che riduce temporaneamente le accise sul gasolio e conferma un nuovo stanziamento per l’amministrazione straordinaria dell’ex Ilva di Taranto. Il provvedimento, discusso in una riunione conclusa in circa venti minuti, interviene su due fronti distinti: da un lato il rincaro dei prezzi petroliferi legato alla crisi internazionale nello Stretto di Hormuz, dall’altro le conseguenze della decisione della Corte d’Appello di Milano che ha disposto la sospensione dell’area a caldo dello stabilimento tarantino entro 90 giorni.
Il decreto, illustrato in conferenza stampa dal ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, prevede uno sconto sul gasolio, e solo sul gasolio, per un valore complessivo tra accise e Iva di 17 centesimi al litro, in vigore dalla mezzanotte del 28 luglio fino al 6 agosto. Il costo dell’operazione per lo Stato è stato quantificato in circa 125 milioni di euro.
La misura, ha precisato Giorgetti, va letta insieme a un decreto interministeriale adottato in pari data dal Ministero dell’economia e delle finanze e dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica. Non è previsto alcun aumento delle accise sui tabacchi, ipotesi circolata nelle ore precedenti alla riunione come possibile fonte di copertura e osteggiata dai vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani. Il decreto proroga inoltre il contributo a favore degli autotrasportatori e introduce un credito d’imposta per il settore agricolo. Un nuovo Consiglio dei ministri è già fissato per il 4 agosto, per valutare l’andamento dei prezzi dopo la scadenza dello sconto.
Il contesto internazionale dei prezzi petroliferi
L’intervento sui carburanti arriva al termine di settimane di tensione sui mercati energetici internazionali, riconducibili al riacutizzarsi dello scontro tra Stati Uniti e Iran nello Stretto di Hormuz. Nella mattina del 27 luglio, secondo i dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle imprese e del made in Italy, il prezzo medio della benzina in modalità self service ha raggiunto 1,982 euro al litro sulla rete stradale nazionale, mentre il gasolio si è attestato a 2,185 euro al litro. Si tratta dei livelli più alti registrati rispettivamente dall’ottobre 2023 e dal marzo 2022, quando l’impennata seguita all’invasione russa dell’Ucraina spinse il governo Draghi a intervenire sulle accise.
Il quadro internazionale ha tuttavia mostrato segnali di distensione proprio nelle ore della riunione. Secondo quanto riportato da Euronews, Stati Uniti e Iran avrebbero sospeso gli attacchi reciproci nello Stretto di Hormuz dopo quasi due settimane di scontri, con il prezzo del petrolio Brent sceso sotto gli 83 dollari al barile. Il calo delle quotazioni non ha comunque modificato l’impianto del decreto, definito nei giorni precedenti alla schiarita sul fronte diplomatico.
Ilva, la sentenza della Corte d’Appello e la nuova tranche di prestito
La seconda parte del provvedimento riguarda l’ex Ilva di Taranto ed era stata definita dal governo prima che, nella mattinata di lunedì, arrivasse la decisione della Corte d’Appello di Milano. La sezione specializzata in materia d’impresa, presieduta dalla giudice Marianna Galioto, ha accolto il ricorso presentato dall’associazione Genitori Tarantini e ha disposto la sospensione dell’attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento entro 90 giorni, salvo la rimozione integrale dell’amianto ancora presente negli impianti e l’adozione di misure che riportino le emissioni di polveri sottili entro i limiti previsti per una produzione autorizzata di sei milioni di tonnellate annue. Secondo la ricostruzione di Il Fatto Quotidiano, la pronuncia si richiama alla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 25 giugno 2024, che aveva già imposto vincoli stringenti sull’autorizzazione integrata ambientale dello stabilimento.
Di fronte alla decisione dei giudici milanesi, Giorgia Meloni ha convocato d’urgenza la riunione di governo. Una nota di Palazzo Chigi ha spiegato che l’esecutivo “prende atto del provvedimento della Corte di Appello di Milano”, definendo la sentenza un fattore che rende “ancora più necessario” il confronto con i sindacati in programma il giorno successivo, il 28 luglio. Nonostante i nuovi sviluppi giudiziari, il Consiglio dei ministri ha confermato lo stanziamento di un’ulteriore tranche del prestito, pari a 100 milioni di euro, destinata a garantire la continuità operativa dell’azienda in attesa del perfezionamento della cessione relativa all’area a freddo dello stabilimento. Giorgetti ha precisato che questa misura, concepita prima della sentenza, dovrà essere aggiornata alla luce del nuovo quadro giudiziario, poiché il percorso di cessione era “in fase di avanzata definizione”, con il family office statunitense Flacks Group e il gruppo indiano Jindal indicati come i due soggetti in corsa, secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano.
Meloni ha commentato l’esito della riunione tramite un messaggio pubblicato sui social network, definendo l’intervento sui carburanti “una risposta tempestiva e responsabile” che tuttavia “non risolve il problema” del caro energia. La premier ha aggiunto che il governo tornerà a riunirsi prima della scadenza dello sconto per valutare i prossimi passi, seguendo “giorno per giorno” l’evolversi della situazione internazionale. Al momento della pubblicazione non risultano reazioni ufficiali da parte delle istituzioni europee sulla vicenda Ilva, che si inserisce comunque nel solco della giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea in materia di autorizzazioni ambientali.

